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Alessandria

“Qui non c'è la Banda della Magliana. E' la microcriminalità a fare paura”

In commissione sicurezza e ambiente si è tornato a parlare di sicurezza. Da chi porta alla ribalta il tema come “spot elettorale” come pensano alcuni, a chi critica i due dispositivi di lettura targhe ad ingresso della città, in nome di un maggior numero di telecamere e di controllo in centro, “dove alle 9 di sera non c'è più nessuno in giro perché la gente ha paura”
 ALESSANDRIA - Sicurezza, come “spot elettorale”? In città, dopo un paio di episodi di una certa rilevanza – e in queste settimane c'è stata l'evasione del detenuto dal carcere di San Michele e l'aggressione e malore della donna in piazzale Berlinguer – si torna sempre a parlare di sicurezza. Reale o percepita? Come affrontarla e finora che cosa è stato fatto?

In commissione ambiente sul “ring” si sono scontrate l'amministrazione comunale, rappresentata dall'assessore Marica Barrera con il comandante della Polizia Municipale Alberto Bassani e i banchi della minoranza, da Sciaudone a Buzzi Langhi. Passando per i 5 Stelle e per finire a Barosini e Sarti. Per buona parte dell'opposizione l'amministrazione “si è svegliata tardi (e questo fa pensare che ci si accinga ora per una questione elettorale). In questi 4 anni cosa è stato fatto? Mancano linee d'indirizzo politico in materia di sicurezza”. Maurizio Sciaudone lamenta una certa inutilità anche per i due nuovi dispositivi che nell'arco di un mesetto dovrebbero diventare funzionanti ai due ingressi della città, sul ponte Tiziano e verso il McDonald's. Due dispositivi del progetto “Città Sicura” di lettura targhe ad ingresso e in uscita: “Registrano fino a 7 veicoli al secondo, non sono telecamere di videosorveglianza – spiega il comandante Bassani – Ma servono a monitorare e sono un utile strumento d'indagine che 'dialoga' anche con altri comuni che hanno questi strumenti in dotazione”. Perché solo in quei due punti e non in altre zone della città? “Perché servono risorse che per il momento non erano disponibili”.

L'obiettivo è quello comunque di implementare questo sistema. Forse servirebbero più telecamere nelle strade cittadine, almeno secondo diversi esponenti del centrodestra. “Chiediamo da tempo maggiore videosorveglianza, più illuminazione e presidio del territorio con tutte le forze, compreso l'aiuto delle guardie giurate” sono le parole di Gianni Barosini. “Il problema sono sicuramente le risorse e per questo riponiamo speranza nel nuovo decreto legge Minniti – aggiunge Roberto Sarti del Carroccio – I due dispositivi all'ingresso della città servono per casi grossi...e ad Alessandria non ci sono molti esempi di 'Uno Bianca' o di 'Banda della Magliana' . A fare paura alla gente sono i piccoli episodio di criminalità, che non fanno uscire la gente dopo le 9 di sera...perché il centro città sembra la Bosnia...non c'è nessuno in giro”.

“Non è stato fatto nulla in questi anni?!? C'è stato un grosso lavoro della Polizia Municipale e di personale del Csi per sistemare 20 delle 40 telecamere non funzionanti lasciateci in eredità” ha risposto l'assessore Barrera. “Poi nel nuovo bilancio, ora che si può tornare ad investire un po' ci sono 70 mila euro di risorse sulle telecamere e sulla sicurezza, oltre che nei tre anni l'assunzione di 6 unità di personale alla Municipale”. Controlli a tappeto dei vigili, insieme alle altre forze dell'ordine, tanto ai giardini pubblici, quanto nei piazzali e parcheggi, come quello davanti all'ospedale. Ed è proprio sui parcheggiatori abusivi di piazzale Berlinguer che volano proposte, dalla Lega Nord soprattutto, “perché sono problematiche da risolvere in modo concreto, piccole cose su cui si può e si deve fare di più”.

Così tra chi chiede “il pizzo al parcheggio” e chi invece è stato colto nel sacco, come il caso dei detenuti che svolgevano lavori socialmente utili trovati con cellulari e piantine di Genova negli armadietti e spogliatoi di Amag, c'è la posizione del Carroccio (e non solo) per il “Daspo” proposto dal sindaco di Bari e c'è la posizione di Sinistra Italiana che con il presidente Renzo Penna parla di “figure che rappresentano una risorsa per il futuro della città”, evidenziando come progetti come quello promosso dall'amministrazione con i detenuti non debba venire “vanificato” per degli episodi.
21/03/2017
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