Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Alessandria

Sfratti ed accoglienza, Caritas: "Situazione ancora gestibile, ma il futuro ci preoccupa"

Il piano sgomberi del Governo ha portato all'aumento degli sfratti negli alloggi Atc occupati abusivamente. Un 'giro di vite' che sta mettendo in allerta le strutture di accoglienza del territorio. “Se la modalità continua ad essere questa molto presto serviranno nuove soluzioni per riuscire a dare ospitalità” dichiara Gian Paolo Mortara, direttore della Caritas di Alessandria
ALESSANDRIA - Quello delle occupazioni abusive negli alloggi Atc è un fenomeno controverso che, ad Alessandria come altrove, da tempo mantiene aperto il dibattito sul tema dell’emergenza abitativa.  Il piano sgomberi inserito nel ‘dl Sicurezza’ approvato alla Camera lo scorso novembre ha portato un ulteriore giro di vite alle procedure di sfratto rendendole più rigide e non prorogabili. Già a settembre il ministro dell’Interno Salvini aveva inviato una circolare alle Prefetture per sollecitarle ad accelerare le modalità esecutive degli sgomberi nelle abitazioni occupate.  

Gli alloggi dell’Agenzia Territoriale per la Casa vengono assegnati seguendo delle graduatorie che in base ad alcuni parametri stabiliscono dei punteggi e quindi l’ordine di priorità dei soggetti richiedenti, per lo più famiglie. Nella stragrande maggioranza dei casi, però, gli ‘abusivi’ sono persone che vivono in condizioni di estremo disagio economico o indigenza, non di rado con famiglia a carico che può comprendere minori o disabili, e il più delle volte già da tempo (in alcuni casi da anni…) nella graduatoria Atc in attesa di vedersi assegnato un alloggio. Ad Alessandria, poco meno di due settimane fa, una famiglia composta da padre (inabile al lavoro), madre (unica ad avere uno stipendio) e figlia 17enne, è stata fatta sgomberare da un alloggio di via Gandolfi al quartiere Cristo con un massiccio impiego di Forze dell’ordine. Come dichiarato da Fabio Scaltritti, membro del tavolo emergenza abitativa del Comune, si tratta “di una famiglia in difficoltà che tante volte ha chiesto aiuto per restare nella piena legalità ed è rimasta invece inascoltata”. “Dovevamo scegliere se vivere in strada o occupare un’abitazione libera da tempo, che abbiamo provveduto a sistemare con le nostre forze” ha poi raccontato il capofamiglia a sfratto avvenuto. Uno dei tanti casi che testimoniano quanto possa essere labile la linea di confine tra ciò che è umanamente comprensibile e ciò che, secondo norma di legge, non potrebbe esserlo. 

“Il piano sgomberi si sta concretizzando in una serie di ricadute sul nostro territorio – commenta Gian Paolo Mortara, direttore della Caritas di Alessandria - a partire dalle quali gli enti, le istituzioni e le organizzazioni del terzo settore che da sempre seguono le persone maggiormente in difficoltà, si stanno coordinando per dare risposte il più possibile tempestive alle esigenze primarie delle famiglie e delle persone più vulnerabili”. Se negli ultimi mesi il ‘piano sgomberi’ ha portato ad un aumento degli sfratti negli alloggi occupati abusivamente (dato confermato da Atc Piemonte Sud, ndr), il pugno di ferro del Governo sta inevitabilmente mettendo in stato di allerta le strutture di accoglienza, Caritas su tutte, “che già si trova ad affrontare l'emergenza freddo” spiega Mortara. “Al momento non si tratta di grandi numeri ma se la modalità continua ad essere questa, senza dare possibilità diverse alle persone e senza la costruzione di percorsi di autonomia per coloro che si trovano sotto sfratto, non è difficile pensare che in un futuro, non troppo lontano, la Caritas dovrà adottare nuove soluzioni per riuscire a dare ospitalità”. 

Ad Alessandria, quindi, ancora non si può parlare di un’emergenza accoglienza dovuta agli sgomberi degli abusivi, “ma gli sfratti degli ultimi mesi stanno comunque generando un allarme in termini di mancanza improvvisa dei servizi di base” sottolinea il direttore della Caritas, “perché rimanere senza casa vuol dire anche non avere più la cucina dove preparare il pranzo, l'armadio dove tenere le proprie cose, la doccia, un tavolo dove far studiare i ragazzi”. Ripartire da zero, insomma.
21/01/2019
Alessandro Francini - redazione@alessandrianews.it
Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus



Un'associazione per Simone Dispensa
Un'associazione per Simone Dispensa
Di corsa per Pernigotti e Iperdì
Di corsa per Pernigotti e Iperdì
Sabbione presenta il Ventotto
Sabbione presenta il Ventotto
Incendio alla Merella
Incendio alla Merella
Pernigotti, Natale con il vescovo
Pernigotti, Natale con il vescovo
Antonio Albanese il prossimo 13 dicembre 2018 al Palatenda Alegas con "Personaggi"
Antonio Albanese il prossimo 13 dicembre 2018 al Palatenda Alegas con "Personaggi"