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Alessandria

Amag Ambiente: "bidoni sbagliati e servizi costosi". Diverso lo sguardo al futuro

Il riepilogo di quanto è stato fatto in questo primo anno di vita di Amag Ambiente (nata dalle ceneri di Amiu) con nuovi servizi e investimenti, soprattutto su un parco mezzi distrutto. Ma lo sguardo ora è al futuro: "un ritorno del porta a porta che arrivi ad una percentuale del 70% di differenziata entro il 2020"
 ALESSANDRIA - Amag Ambiente un anno dopo. La percezione è ancora quella di una “città sporca” per alcuni. Ma dal racconto dell’amministratore delegato della nuova azienda che è rinata dalle ceneri di Amiu le azioni messe in campo dalla fine del 2014 non sono poche. Giuseppe Righetti spiega di aver trovato di fronte a lui una azienda “depauperata”: “mancanza di denaro per anni, parco mezzi distrutto e nessuna nuova formazione del personale. Alcuni servizi non venivano nemmeno più svolti”. Così i primi settori a cui si è messo mano sono stati proprio i servizi al cittadino e gli investimenti aziendali.

SERVIZI. Una nuova figura in 8 aree del centro è quello dello “spazzino di quartiere”, ovvero dell’operatore ecologico che opera lo spazzamento manuale e che instaura una certa “confidenzialità” con gli abitanti di quella zona. Due servizi “costosi” – almeno per il nuovo amministratore delegato – sono quelli del “fuori cassonetto”, ovvero di coloro che si occupano del recupero della spazzatura che viene incivilmente lasciata per terra o fuori dal bidone. “Devo anche dire che sono i bidoni che sono stati acquistati ad essere sbagliati – spiega Righetti – Fessura troppo stretta, i bidoni non si possono aprire. Senza contare che sono in plastica…non li ha più nessuno così perché si bruciano con più facilità”. Altro caso nel quale Alessandria sembra essere “unica” è quello del servizio di esposizione notturna dei bidoni del porta a porta. “E’ un servizio costoso, che ho visto solo qui. Solitamente la spazzatura viene portata fuori da chi la produce, l’utenza”. Qui le unità dedicate oggi sono 8, mentre prima ce ne erano due in più.

Ad essere potenziato è stato anche il servizio di spazzamento meccanico: “mezzi nuovi, che funzionano meglio e due operatori recuperati e dedicati a questa attività”. Un recupero reso possibile da una “rivoluzione” nella suddivisione delle aree di servizio, che oggi hanno personale dedicato alla raccolta e altro allo spazzamento, con un responsabile cui fare riferimento. Un potenziamento è stato attivato anche sul servizio di raccolta foglie: anche in questo caso il grosso lo ha fatto l’acquisto di un nuovo mezzo.

INVESTIMENTI. Quindi a fare la differenza sembrano essere le risorse impiegate. In primis nel parco mezzi: “alcuni mezzi erano fermi perché si prendevano da lì i pezzi di ricambio per altri mezzi”. 550 mila euro investiti sull’acquisto si nuovi mezzi e di usato, attraverso una ricerca di mercato “che ci ha portato ad acquistare molto da fuori regione, Toscana, Marche”. Tra i nuovi acquisti ci sono anche un numero residuo di cassonetti, “solo per sostituire quelli bucati, visto che si va nella direzione di un ritorno al porta a porta”. Quindi senza più la necessità di bidoni su strada. Ed è proprio su questo punto che salgono le cifre e che lo sguardo viene puntato al futuro, non tanto quindi su quello che è già stato realizzato ma più su quello che si vuole raggiungere. L’obiettivo è chiaro (almeno oggi sulla carta): 1 milione e 500 mila euro di investimento per arrivare ad un considerevole aumento della raccolta differenziata. “La volontà è di raggiungere il 55% di differenziata entro la fine di questo anno, per salire poi gradatamente al 63% nel 2017, al 65% nel 2018, al 68% nel 2019 e arrivare al 2020 al 70%”. Come si possono raggiungere questi obiettivi? “Partendo da quest’anno con un ritorno al porta a porta in altre zone, i sobborghi e le zone industriali”. Con un sistema misto: porta a porta per indifferenziata e organico, con una diversità nel recupero in base alle abitazioni. “Sacchetti per le villette e bidoncini per i condomini”. Passeranno al porta a porta anche le raccolte di sfalci e potature di utenze domestiche, con “raccolta più frequente nei mesi estivi e a chiamata per quelli più freddi”. Raccolta cartoni negli esercizi domestici e raccolta differenziata anche dedicata ai mercati di piazza Marconi e Garibaldi.

PERSONALE. Rigidità, che può significare in questo caso maggiore efficienza. “Avevamo 40 lavoratori su 180 con limitazioni. Oggi sono solo più 10, grazie ad una riassegnazione più appropriata di mansione”. Così come il caso di due licenziamenti, fatti perché arrecavano danno all’azienda e al resto del personale dipendente. Tutela dei dipendenti significa anche contrattazione con i sindacati: altro punto messo a segno. E maggiore sicurezza sul posto di lavoro, “testimoniata dalla riduzione degli infortuni, da 19 a 12”.

COMUNICAZIONE E COMMERCIALE. Sono due elementi su cui la nuova azienda ha puntato. “A breve uscirà una nuova campagna commerciale e di informazione ed educazione. Sarà portata in 10 scuole elementari, proprio per educare al senso civico”. I volantino saranno tradotti in diverse lingue, tra cui arabo, rumeno e albanese: “abbiamo fatto alcune verifiche e solo nel centro storico c’è un 35% di stranieri”. Una campagna finanziaria a costo zero per l’azienda, “finanziata invece attraverso la raccolta differenziata”. Infine investimenti anche sul fronte commerciale: Un nuovo ed unico fornitore – attraverso una intens ricerca di mercato – per la carta, la plastica e il legno che prima veniva conferita in Aral, alla discarica di Castelceriolo con “grosse perdite, perché Aral ci rimetteva” ha spiegato Righetti. Aggiungendo come oggi invece il guadagno per Amag Ambiente è di circa 400 mila euro all’anno (con una percentuale da dare ai comuni). A puntare verso nuove attività è anche l’iscrizione all’albo gestori per la “raccolta amianto”.

Tanto è già stato fatto e tanto ancora c’è da fare: “i risultati si vedono molto bene in centro, meno nelle zone periferiche della città” è stato l’appunto di Di Salvo, rifacendosi alla frase chiave per Amag Ambiente che ad oggi resta “la città è sporca”.
5/02/2016
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